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martedì 14 ottobre 2008

Aponogeton (genere)




Nome scientifico
Aponogeton
Famiglia
Aponogetonaceae
Luogo di provenienza
Madagascar
Dimensioni
Altezza 35 - 60 cm; Larghezza 25-30 cm
Descrizione e coltivazione
- Pianta solitaria
- Posizione in acquario: centro
- Illuminazione: luce intensa
- Crescita: veloce
Temperatura
16°-26°
Valore pH
5.5 - 8
Valore gH
10 - 18


La piante appartenenti al genere Aponogeton sono dotate di tubero o rizoma, secondo la specie.
In natura trovano origine nel continente Africano ed in quello Asiatico e Australiano, e fortunatamente, grazie alla merismatica, si rende possibile la loro riproduzione in aziende specializzate o presso appassionati particolarmente esperti, in questo modo non si rende necessario prelevare queste piante dal loro habitat naturale.
In acquario infatti, le specie di Aponogeton, non si riproducono con facilità, anzi, risulta molto raro, in quanto difficilmente producono semi.
La merismatica, è una tecnica che permette di avere una riproduzione artificiale della pianta attraverso il meristema, ovvero un tessuto vegetale con peculiarità embrionali, in grado di fornire la riproduzione della pianta, e perchè questa avvenga in acquario, è piuttosto raro, anche se in condizioni ottimali le piante possono sviluppare getti laterali.
La coltivazione del genere Aponogeton nella propria vasca, anche quando raggiunge buoni risultati, non è comunque paragonabile a quella che avviene in natura.
Indicativamente questa differenza di risultati avviene anche per altre piante di genere diverso: detto questo, possiamo comunque cimentarci nella coltivazione delle molteplici specie di Aponogeton, riuscendo ad ottenere risultati più che soddisfacenti anche nel nostro acquario.
Per poter avere buoni risultati, risulta fondamentale, più che in altri casi, acquisire informazioni specifiche delle specie che decideremo di coltivare.
Molte specie di piante del genere Aponogeton, in natura subiscono un arresto della crescita dovuto al cambiamento climatico dei biotopi di appartenenza.
Nel periodo in cui crescono, sono in grado di accumulare sostanze nutritive in quantità tale che verrano utilizzate anche nel periodo di arresto della crescita, in caso contrario sarebbero destinate a perire.
Il tubero o il rizoma della pianta, in questi casi riposa nel terreno pronto a germogliare nuove piante quando sarà giunto il momento.
I tuberi di queste piante, sono in grado di sopportare molto bene periodi di siccità, grazie alla capacità cui possiedono di immagazzinare acqua quando ne possono fruire.
Molte volte si è verificato infatti, di spedizioni dalle zone di origine di quantità consistenti di tuberi essiccati. Ovviamente con le dovute cautele, facendo attenzione che i tuberi non possano venire danneggiati, raggrinzirsi, e perdere in modo irreparabile il loro nucleo vitale.
Gli habitat naturali di queste piante, presentano differenti caratteristiche nei biotopi ove le piante vivono: acqua stagnante, oppure corrente, in alcuni casi caratteristica temporanea od ancora permanente.
Proprio per il fatto che in natura sono soggette alle condizioni ambientali più disparate, le diverse specie hanno sviluppato differenti capacità di sopravvivenza in base alle caratteristiche dei biotopi in cui vivono.

lunedì 29 settembre 2008

Hygrophila difformis




Nome scientifico
Hygrophila difformis
Famiglia
Acanthaceae
Luogo di provenienza
Asia Orientale
Dimensioni
Altezza 20 - 50 cm; Larghezza 15-25 cm
Descrizione e coltivazione
- Pianta da gruppo
- Posizione in acquario: centro/fondo
- Illuminazione: piena luce
- Crescita: veloce
Temperatura
22°-30°
Valore pH
5 - 9
Valore gH
6 - 18


L'Hygrophila difformis è una pianta rustica e robusta, molto adattabile a tutte le condizioni di coltivazione.Basti pensare che mentre tutte le altre piante "sopportano" l'acqua salmastra crescendo più lentamente e meno prosperose, l'Hygrophila difformis è una tra le poche piante che in acqua salmastra crescono belle, folte e prosperose, nè più nè meno che in un normale acquario d'acqua dolce.E' adattissima ad essere messa in acquari appena allestiti, perchè la rapida crescita contribuisce ad eliminare inquinanti dall'acqua, contribuendo a ostacolare la crescita delle alghe; inoltre non da ultimo la forma frastagliata delle foglie ed il loro verde chiaro vivo sono molto decorativi.

mercoledì 17 settembre 2008

Egeria densa




Nome scientifico
Egeria densa
Famiglia
Hydrocharitaceae
Luogo di provenienza
Sud America orientale
Dimensioni
Altezza 40-100 cm; Larghezza 3-5 cm
Descrizione e coltivazione
- Pianta da gruppo
- Posizione in acquario: fondo
- Illuminazione: luce intensa
- Crescita: veloce
Temperatura
10°-26°
Valore pH
5 - 10
Valore gH
6 - 20


E una bella pianta a stelo lungo con figlioline piccole raggruppate in 3-4 per nodo.A crescita abbastanza rapida (puo' raggiungere anche i 3 metri di altezza)soprattutto se in presenza di acqua abbastanza dura,co2,ferro liquido e sottraendo di sali di calcio produce una grande quantita' di ossigeno.
Con la sua consistenza delle foglioline aiuta molto il filtraggio dell'acqua e conviene posizionarla nella parte posteriore della vasca inoltre grazie alla sua capacità di produrre una grossa quantita' di ossigeno effettua degli effetti inibenti sulle alghe blu e verdi.
stare attenti alle temperature perche' superando i 28°C potrebbe portare alla morte della suddetta piantina.

giovedì 11 settembre 2008

Glossostigma elatinoides



Nome scientifico
Glossostigma elatinoides
Famiglia
Scrophulariacee
Luogo di provenienza
Nuova Zelanda
Dimensioni
Altezza 2 - 3 cm; Larghezza circa 3 cm
Descrizione e coltivazione
- Pianta da prato
- Posizione in acquario: primo piano
- Illuminazione: piena luce
- Crescita: veloce
Temperatura
15°-26°
Valore pH
5 - 7,5
Valore gH
6 - 13



E' una pianta palustre, che proviene dall'Australia, Tasmania e Nuova Zelanda.
Può rappresentare un problema piantare la Glossostigma, per via delle minuscole dimensioni della pianta, per non parlare delle radici.
Questa può essere una soluzione: inserire la pianta ad acquario vuoto, prima dell' Allestimento coprirla completamente con un leggerissimo strato di terriccio, senza timore, che con il suo peso la terrà ancorata andando poi a riempire di acqua la vasca.
Dopo un paio di giorni sbucherà fuori dal fondo in cerca di luce, è normale.
Nel frattempo però le delicate radici avranno iniziato ad attecchire, ed i getti striscianti inizieranno a creare un magnifico "tappeto verde".
Le foglie della Glossostigma elatinoides non raggiungono più di 4-5 mm di lunghezza, e 2-3 di larghezza, i suoi cespugli crescono ad un'altezza di 4-5 cm.
Non è consigliabile tenere questa pianta in vasche troppo alte, l'illuminazione intensa di cui ha bisogno, non la raggiungerebbe in modo ottimale.
L'acqua deve essere tenera, leggermente acida, ben equilibrata di oligoelementi e sostanze nutritive, ed un'ottima somministrazione di CO2 possono realizzare il sogno di coltivare con successo la Glossostigma elatinoides nel proprio acquario

lunedì 25 agosto 2008

Riccia fluitans


Nome scientifico
Riccia fluitans
Famiglia
Ricciacee
Luogo di provenienza
Cosmopolita
Dimensioni
Altezza circa 0,5cm; Larghezza circa 5 cm
Descrizione e coltivazione
- Pianta galleggiante o da primo piano se appositamente legata a rocce o legni
- Illuminazione: piena luce
- Crescita: molto veloce
Temperatura
10°-28°
Valore pH
5 - 8
Valore gH
6 - 18


La Riccia fluitans ha un colore che va dal verde chiaro al verde-smeraldo; la specie più chiara cresce con una bassa illuminazione. In natura spesso forma uno strato sottile sulla superficie dell'acqua, ma nel fango prende una forma terrestre con corti rizoma, ancorandosi da sola sul fondo.
Il modo migliore e più naturale di coltivarla in acquario è quello di lasciarla galleggiare sulla superficie dell'acqua, dove forma dei grossi cuscinetti verdi, che sono l'ideale rifugio e protezione di piccoli pesci e degli avannotti, ad esempio dei Poecilidi; ma è anche molto apprezzata dagli Anabantoidei, per la costruzione del loro nido di bolle.
Nel caso della coltivazione galleggiante, è una pianta poco esigente sia in termini di nutrienti, CO2 e luce, essendo anche vicinissima ai neon, ed ha una crescita velocissima; per evitare che ricopra tutta la superficie dell'acqua può essere necessario arginarla con appositi recinti (vi sono svariate idee fai-da-te, ad esempio formare un cerchio con un tubicino da aeratore ed attaccarlo ad un vetro dell'acquario tramite una ventosa).
Il giapponese Takashi Amano ha dato l'ispirazione a molti acquariofili su come coltivare la Riccia fluitans sommersa. Può essere mantenuta sott'acqua legandola a pietre o legni mediante della lenza da pesca o una retina di nylon. Se coltivata sommersa, la Riccia cresce meglio se viene addizionata CO2 all'acqua, ed è molto coreografica, in quanto se in buone condizioni sulla punta delle foglie si formano piccole bollicine d'ossigeno; naturalmente se è sommersa perchè cresca bene è necessaria anche una forte illuminazione.
Oltre alle maggiori esigenze di luce e nutrienti, la coltivazione sommersa richiede anche un certo impegno e costanza, in quanto la Riccia non ha radici, quindi non attecchirà mai alle superfici di pietre o legni ma va sempre mantenuta legata.

lunedì 18 agosto 2008

Vesicularia dubyana


Nome scientifico
Vesicularia dubyana
Famiglia
Hipnaceae
Luogo di provenienza
Asia Orientale
Dimensioni
Altezza circa 5 cm; Larghezza circa 5 cm
Descrizione e coltivazione
- Pianta di gruppo
- Posizione in acquario: centro
- Illuminazione: media luce
- Crescita: lenta
Temperatura
5° - 30°
Valore pH
5 - 9
Valore gH
6 - 20


La Vesicularia dubyana è una bellissima pianta acquatica, che forma dei bellissimi cespugli tipo muschio, e viene infatti chiamata Muschio di Giava (Java moss in inglese).E' una pianta molto robusta, che si adatta alla quasi totalità dei valori dell'acqua, e cresce bene anche con scarsa illuminazione. Attecchisce su qualsiasi superficie, dai tronchi ai sassi, anche se non è una tenuta salda come quella di Anubias e Microsorum, in quanto non forma radici. Come per le piante appena menzionate, va dapprima assicurato al supporto con del filo di nylon, o lenza da pesca, che poi va tolto una volta che ha attecchito. E' molto decorativo, anche se ha una crescita abbastanza lenta, ma quando cresce va potato regolarmente con un paio di forbici affilate, per evitare che la parte superiore soffochi quella sottostante e si stacchi dal supporto. E' perfetto come rifugio per uova/avannotti, e viene utilizzato ampiamente nelle vasche da riproduzione per caracidi e ciprinidi, dove dà riparo alle uova dalla voracità dei genitori. Viene molto usato anche nei tentativi di riproduzione delle caridine.

lunedì 11 agosto 2008

Alternanthera rosaefolia


Nome scientifico
Alternanthera rosaefolia
Famiglia
Amaranthaceae
Luogo di provenienza
Sud America
Dimensioni
Altezza 25 - 50 cm; Larghezza 10 - 15 cm
Descrizione e coltivazione
- Pianta da prato
- Posizione in acquario: fondo
- Illuminazione: piena luce
- Crescita: rapida
Temperatura
17°-28°
Valore pH
5 - 8
Valore gH
6 - 18


Originaria del Sud America, della famiglia delle Amaranthaceae, questa pianta è una "cultivar", cioè una selezione nata nelle serre dei coltivatori, e non ritrovabile in natura. Bellissima pianta dal fogliame rosso, che contrasta vivacemente con il verde delle altre piante, l'Alternanthera rosaefolia è la pianta del genere Alternanthera più facile da coltivare, ha bisogno in generale di un fondo ricco di sostanze nutritive, di un'illuminazione medio-forte, di un'acqua acida e tenera, anche se pare crescere bene anche in acqua dura, e ricorda che reagisce bene ad un intenso movimento dell'acqua.
Per la potatura, basta staccare una delle tante ramificazioni che spuntano dal fusto principale, e ripiantarla nel materiale di fondo, oppure recidere i fusti più lunghi e ripiantarli; la parte inferiore ributta fuori dei getti, ma se è malridotta si può anche togliere, facendo molta attenzione a non smuovere troppo il materiale di fondo, perchè ha un apparato radicale abbastanza grosso.

mercoledì 6 agosto 2008

Rotala rotundifolia


Nome scientifico
Rotala rotundifolia
Famiglia
Lythraceae
Luogo di provenienza
Asia Orientale
Dimensioni
Altezza 30-40 cm; Larghezza circa 3 cm
Descrizione e coltivazione
- Pianta da gruppo
- Posizione in acquario: centro/fondo
- Illuminazione: piena luce
- Crescita: molto veloce
Temperatura
18°-30°
Valore pH
5 - 8
Valore gH
6 - 20


La Rotala rotundifolia è una bellissima pianta, originaria del Sudest asiatico, dalla crescita molto veloce, e con il suo colore rossastro-arancione, che assume con neanche troppa luce (se la luce è poca rimane verdastra), dà un bel contrasto con le piante verdi.
Il nome latino significa "dalle foglie rotonde", e infatti la pianta cresciuta fuori dall'acqua, nelle colture idroponiche delle grandi aziende produttrici di piante d'acquario, ha delle belle foglioline tonde, ma quando viene collocata in vasca, completamente sommersa, le nuove foglie che si sviluppano in acqua non sono assolutamente rotonde, ma sottili ed allungate, come ben esemplifica l'immagine a destra, della Tropica.
E' una pianta di quelle considerate "facili", che si adatta praticamente a tutti i valori dell'acqua, e non ha grandi pretese per quanto riguarda luce e fertilizzazione. Questo a differenza delle altre specie di Rotala, perchè ad esempio la Rotala macranda è al contrario una pianta molto impegnativa, difficile da far crescere in acquario nel pieno del suo splendore: è molto esigente per quanto riguarda valori dell'acqua, fertilizzazione e illuminazione.
La Rotala rotundifolia, conosciuta anche con il nome di Rotala indica, forma dei bei cespuglioni folti, gli steli si ramificano con grande facilità, ma va potata frequentemente, perchè la parte bassa tende a diventare brutta e a perdere le foglie.

venerdì 1 agosto 2008

Microsorum pteropus


Nome scientifico
Microsorum pteropus
Famiglia
Polipodiacee
Luogo di provenienza
Asia Centrale
Dimensioni
Altezza 15-40 cm; Larghezza 12-20 cm
Descrizione e coltivazione
- Pianta da gruppo
- Posizione in acquario: centro
- Illuminazione: penombra
- Crescita: lenta
Temperatura
18°-30°
Valore pH
5 - 8
Valore gH
6 - 18


Il Microsorum pteropus è una pianta acquatica simile ad una felce, somiglianza alla quale deve il nome comune inglese di "Java fern", felce di Giava.
E' una pianta resistente e molto adattabile ad ogni valore dell'acqua, che cresce anche con scarsa illuminazione. Forma dei cespugli che possono diventare enormi, e che offrono rifugio tra le foglie e le radici ai pesci più piccoli.
Viene coltivata al meglio facendola attecchire a tronchi o rocce, alle quali devono essere inizialmente legate con del filo di nylon; una volta cresciute le nuove radici che si abbarbicano saldamente al supporto, il filo di nylon può essere rimosso. Se si preferisce interrare la pianta nel fondo, è meglio non coprire con il materiale di fondo il rizoma, perchè può tendere a marcire.
E' molto facile da propagare, se si ha un grosso cespuglio è possibile dividerlo in parti, anche piccole, da fissare a loro volta su un supporto; inoltre sul margine delle foglie, e talvolta sulla superficie della foglia stessa, si formano dei bulbilli, che danno vita a piantine avventizie vere e proprie, che si possono staccare e ripiantare, oppure una volta cresciute abbastanza si staccano da sole dalla pianta madre.
Questa felce può, come tutte le felci, riprodursi sessualmente producendo organi sessuali particolari, i sori (il nome Microsorum significa appunto pianta "dai sori piccoli), simili a puntini neri: a forma emisferica, di colore scuro, sono presenti in file nella pagina inferiore delle foglie. I sori contengono gli sporangi che quando raggiungono la maturazione liberano le spore nel terreno (le spore è difficile si formino se la pianta è completamente sommersa). La coltivazione a partire dalle spore è possibile, ma ci vuole molto tempo e pazienza.

domenica 27 luglio 2008

Pogostemon helferi


Nome scientifico
Pogostemon Helferi
Famiglia
Lamiaceae
Luogo di provenienza
Asia
Dimensioni
Altezza 2-10 cm; Larghezza 5-10 cm
Descrizione e coltivazione
- Pianta da gruppo
- Posizione in acquario: primo piano
- Illuminazione: luce media
- Crescita: media
Temperatura
20°-30°
Valore pH
6 - 7,5
Valore gH
6 - 18


Inizialmente Panitvong ebbe non pochi poblemi nel coltivare questa magnifica pianta ma da qualche tempo viene coltivata con successo da diversi acquariofili.Non molto esigente in fatto di durezza, pH e temperatura(sopporta anche temperature di 30°C); richiede insieme ad una media illuminazione anche un buon fondo fertilizzato poichè sviluppa un possente apparato radicale da cui la pianta assorbe la maggior parte delle sostanze nutritive.In questi ultimi tempi si stà cercando di farla crescere anche come epifita ma con scarsi risultati.Per quanto riguarda la fertilizzazione, la P. helferi è una pianta adatta ai principianti poichè segnala in modo evidente una possibile carenza; in breve tempo la pianta rallenta la sua crescita e assume una colorazione giallastra,le giovani foglie(che generlamente sono di un verde chiaro) crescono molto più piccole e la pianta viene letteralmente infestata dalle alghe. Per ovviare a questo problema, appena si nota anche un solo sintomo fra quelli precedentemente descritti, occorre interventire aggiungendo delle tabs di fertilizzante accanto alla pianta sofferente. In un paio di settimane la pianta ritornerà splendida e lussureggiante. Anche se una costante somministrazione di CO2 aiuta la crescita della pianta, la P. helferi ne può fare benissimo a meno. La potatura dovrebbe essere effettuata tagliando i getti laterali appena questi ultimi hanno formato delle radici. Oppure basta tagliare la pianta madre "a piacimento" e ripiantare la talea. In breve tempo la talea radicherà formando una nuova pianta.

mercoledì 23 luglio 2008

Cabomba caroliniana



Nome scientifico
Cabomba caroliniana
Famiglia
Cabombaceae
Luogo di provenienza
Africa centrale, Sud America
Dimensioni
Altezza 30-80+ cm; Larghezza 5-8 cm
Descrizione e coltivazione
- Pianta da gruppo
- Posizione in acquario: fondo
- Illuminazione: luce intensa
- Crescita: veloce
Temperatura
18°-26°
Valore pH
4 - 7
Valore gH
6 - 10

La Cabomba caroliniana deve origine del suo nome al fatto che arriva, manco a dirlo, dalla Carolina.
Non solo però; è presente anche in altre zone orientali degli U.S.A., nel sud America, ed esemplari di questa specie sono stati introdotti dall’uomo, con successo, anche nel continente asiatico ed in quello australiano.
Questa pianta acquatica nativa degli states, risulta probabilmente essere la meno difficile per quanto concerne la sua coltivazione in acquario.
Non lasciamoci ingannare però: l’intensità luminosa deve sempre essere alta, efficiente, e la somministrazione di co2 è importante.
La temperatura dell’acqua non dovrebbe andare oltre i 26°C, se non per brevi periodi di tempo, altrimenti la longevità della pianta viene messa in pericolo.
I fusti di Cabomba caroliniana raggiungono altezze superiori al metro e mezzo, in acquario cresce comunque a misure importanti, anche il diametro può sviluppare bene fino a 4-5 mm.
Il lembo fogliare caratteristico del genere, quasi arrotondato, ramificato, con picciolo fino a 2-3 cm di lunghezza, e diametro complessivo delle foglie capace di arrivare a 6-7 cm circa.
Il colore delle foglie è verde, cui cambia intensità di colorazione, può presentarsi più o meno carico, ed i gruppi di piante forniscono un aspetto gradevole.
Il fondo deve essere soffice per ospitare le tenere radici, La Cabomba caroliniana tollera anche un’acqua non così tenera come per altre specie del genere, non oltre però i 10°dgh e comunque leggermente acida.
Forse questo è l’unico effettivo parametro che rende più facile la sua coltivazione in acquario.
Per ottenere però la sua longevità, come è giusto prefissarsi, forte illuminazione e buona presenza di anidride carbonica, 25-35 mg x litro.
Risulta tanto capace di popolare densamente la vasca che la ospita, quanto di deperire rapidamente se non trova le condizioni ottimali sopracitate.
Dato il notevole riscontro che però gode presso gli appassionati, possiamo cimentarci nella sua coltivazione andando ad acquisire, sul campo, e attraverso articoli specifici, informazioni utili ed esperienza necessaria per riuscire con successo.
Quando cresce a sufficienza può essere lasciata flottare sulla superficie dell’acqua; ed i fusti sono in grado anche di sopravvivere per brevi periodi come piante galleggianti.
Se diamo lei le giuste condizioni si dimostra robusta e la dovremo sfoltire spesso.
In natura presenta spesso problemi di vera e propria invasione delle acqua in cui vive, tanto da essere considerata un’erbaccia per la capacità e la tenacia con cui è in grado di riprodursi, andando anche ad ostruire notevolmente i tratti di acqua che popola, diventando più robusta della specie nativa laddove è stata introdotta dall’uomo.
Quindi, esistono tutti i presupposti per ottenere successi longevi dalla sua coltivazione in acquario.

giovedì 17 luglio 2008

Anubias barteri


Nome scientifico
Anubias barteri var.
Famiglia
Araceae
Luogo di provenienza
Africa occidentale
Dimensioni
Altezza 5 - 15 cm; Larghezza circa 8 cm
Descrizione e coltivazione
- Pianta da gruppo
- Posizione in acquario: primo piano
- Illuminazione: media luce
- Crescita: molto lenta
Temperatura
20°-28°
Valore pH
5.5 - 8
Valore gH
3 - 10


All' Anubias barteri appartengono diverse varietà: barteri nana, angustifolia, glabra, etc.
L' Anubias barteri è robusta, una pianta che trova origine in natura in corsi d’acqua caratterizzati da media corrente, nell’Africa Occidentale, Camerun e Nigeria.
Le sue foglie sono lussureggianti, rigogliose, coriacee e cuoriformi, si presentano di un verde intenso, più o meno scuro, particolarmente carico, lucido.
L’apice delle foglie è a punta e ben arrotondate alla base, il bordo è sovente ondulato.
Foglie capaci di sviluppare dimensioni di tutto rispetto, lunghe oltre 12 cm e larghe 5-7 cm.
La pianta può crescere in altezza fino a 40 cm circa, il rizoma è piuttosto sottile (se paragonato alla lunghezza che può raggiungere), solitamente non oltre il cm di diametro ma ben sviluppato in lunghezza.
Deve essere ospitata in vasche di adeguate dimensioni, e la sua coltivazione non è affatto difficile.L' Anubias barteri, come molte altre specie del genere Anubias si contraddistingue per la facile adattabilità, necessita di poca luce, in natura vive in zone ombreggiate, e ben si presta ai parametri chimico-fisici dell’acqua più diversi.
È di crescita lenta, ma si integra al meglio nella coltivazione sommersa, anche se ovviamente è possibile coltivarla in paludario Una illuminazione medio/scarsa è sufficiente per farla crescere al meglio, se, come spesso accade in acquario popolato di piante l’illuminazione è intensa, sarà sufficiente posizionare L' Anubias barteri in zone ombreggiate da altre piante più esigenti in fatto di luce.
Il rizoma può trovare giusta collocazione sia in substrato morbido e fine che grossolano e spesso, come sassi ad esempio.
Inoltre è possibile ottenere la crescita della pianta ancorando il rizoma a legni o roccia.
Il ph da 6,5 a 7,5 va più che bene, durezza totale da 3 a 8 dGh, ma tollera qualcosa in più o in meno.
Tuttavia, se vogliamo ottenere una crescita rigogliosa da questa pianta che è di facile coltivazione, rispettiamo i parametri cui sopra, diamo il giusto apporto di sostanze nutritive nel fondo, e tracce di fertilizzante presenti nell’acqua, un po’ di CO2 che non guasta mai.
Per mantenere la pianta di dimensioni piuttosto ridotte è sufficiente tagliare le foglie nuove che si vengono a creare vicino al rizoma con forbici ben affilate.
Se invece si desidera la sua propagazione, è possibile staccare le piccole piantine che si sviluppano sul rizoma stesso.
È una pianta che ben si presta ad essere coltivata anche da chi non ha vasche particolarmente illuminate.

martedì 15 luglio 2008

Cryptocoryne (genere)


Nome scientifico
Cryptocoryne
Famiglia
Araceae
Luogo di provenienza
Sry Lanka, India, Vietnam, Malesia, Indonesia
Dimensioni
Altezza 20-25 cm; Larghezza 15-20 cm
Descrizione e coltivazione
- Pianta di gruppo
- Posizione in acquario: primo piano
- Illuminazione: media luce
- Crescita: veloce
Temperatura
20°-30°
Valore pH
5,5 - 8
Valore gH
6-20


Le Cryptocoryne sono molto popolari tra gli acquariofili. Per i più esperti, le piante disponibili nei negozi locali sono facili da coltivare. Tuttavia, dato che per i principianti ogni crypto può essere complessa da mantenere viva, principalmente a causa della mancanza di conoscenze su queste piante. Come detto precedentemente, le crypto sono ben note a causa della loro marcescenza, una fase provvisoria dovuta all’adattamento ambientale. Una volta che questo è superato, possiamo godercele per molti anni senza alcuna esigenza particolare.
Come altre piante, le crypto hanno bisogno di luce e di nutrienti per crescere e sviluppare la loro bellezza più completa. Di conseguenza, ogni acquario degno di loro deve essere dotato di una luce adeguata. Ma la qualità di luce è importante tanto quanto la quantità. Come la maggior parte delle piante, si adatteranno ad un alto spettro di luce. Anche se sono considerate piante sciafile, cioè bisognose di poca luce, possono essere coltivate in ogni acquario fortemente illuminato. Tecnicamente, possiamo usare luci fluorescenti da 4000 a 10000.K senza problemi, scegliendole in base al gusto personale (se si preferisce un colore, ecc.). Possono anche essere usati altri sistemi, quali HQI agli alogenuri metallici e le HQL.
Un altro fattore da considerare è il terreno. Come la maggior parte delle piante a forte sviluppo basale e radicale, le cryptocoryne naturalmente cresceranno più vigorose e più sane in terreni fortemente nutrienti. I tipici terreni sabbiosi neutri risulteranno inutili per ottenere una pianta dalla bellezza completa. Un buon terreno, con una quantità notevole di argilla e di residui organici, coperta da uno strato sottile di sabbia fine, è un must per ottenerne lo sviluppo completo.
La CO2 è di importanza basilare se desideriamo coltivare piante in acquario, e naturalmente anche le crypto ne hanno bisogno. Ne è sempre richiesto un flusso continuo. La CO2 è la fonte principale di carbonio per le nostre piante, e poiché l'acqua dell'acquario sarà tenera e leggermente acida, non possono estrarre questo elemento direttamente dai carbonati dell'acqua. Inoltre sono importanti anche i macronutrienti (azoto, potassio e fosfato). Se abbiamo un terreno altamente nutriente, l'esigenza di questi macronutrienti non è così alta, e questo ci permette di usare dosaggi più bassi che se avessimo piante dal metabolismo più veloce. Nondimeno, dobbiamo avere tutte le tecniche di fertilizzazione bene sotto controllo, per evitare invasioni di alghe.
Dopo tutto questo, possiamo dire che un acquario di crypto non necessita di un’attrezzatura maggiore di quella che serve per un acquario mediamente piantumato. Prestate una particolare attenzione al terreno, e accertatevi di avere sempre in acquario un ambiente costante, poiché i cambiamenti improvvisi di condizioni sono i nemici più pericolosi di queste piante.

sabato 12 luglio 2008

Ludwigia Repens


Nome scientifico
Ludwigia repens
Famiglia
Onagraceae
Luogo di provenienza
Stati unite, Messico
Dimensioni
Altezza 30-50 cm; Larghezza 5-8cm
Descrizione e coltivazione
- Pianta da gruppo
- Posizione in acquario: centro/fondo
- Illuminazione: piena luce
- Crescita: molto veloce
Temperatura
15°-26°
Valore pH
5,5 - 8
Valore gH
6 - 18

Originaria degli Stati Uniti e del Messico, appartiene alla famiglia delle Onagraceae, ed il suo nome, repens, significa "strisciante".
E' una bellissima pianta dal fogliame di un bel rosso caldo e ramato, e che cresce molto rapidamente. La sua coltivazione infatti non è molto difficoltosa, si adatta molto bene a diversi valori dell'acqua e le basta un'illuminazione media. Data la sua rapida crescita, è meglio posizionarla al centro o in fondo alla vasca.
Anche questa pianta non sopporta molto bene alte temperature, se non per brevi periodi, ho inoltre notato che le foglie più basse e quelle in posti meno illuminati hanno una colorazione verde invece che rossa.


martedì 8 luglio 2008

Echinodorus Marble Queen


Nome scientifico
Echinodorus marble queen
Famiglia
Alismaceae
Luogo di provenienza
Cultivar
Dimensioni
Altezza 15 - 20 cm; Larghezza 15-25 cm
Descrizione e coltivazione
- Pianta solitaria
- Posizione in acquario: centro
- Illuminazione: piena luce
- Crescita: veloce
Temperatura
22°-28°
Valore pH
6 - 8
Valore gH
6 - 18

Questa robusta cultivar, molto decorativa, presenta lamine sommerse inizialmente lanceolate che solo in un secondo tempo assumeranno una forma stretto-ovale con base cuoriforme e apice appuntito. Il nome "Marble Queen" è riferito alle foglie maculate che produce in coltivazione emersa e sembra che sotto una moderata illuminazione perda la maculatura, in coltivazione sommersa invece resta più marcata. Tende a formare foglie emerse per cui si consiglia di sostituire dopo alcuni mesi le piante grandi con piante più giovani. Le sue infiorescenze producono piante avventizie. Questa pianta non è il risultato di incroci bensì la sua colorazione (in coltivazione emersa) è dovuta ad una infezione virale. Da tenere presente che il virus si trasmette rapidamente dagli esemplari emersi alle foglie galleggianti delle ninfee, pertanto, si consiglia di non coltivare insieme queste due piante.