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domenica 26 ottobre 2008

Pangio kuhlii





Nome scientifico
Pangio kuhlii
Nome comune
-
Famiglia
Cobitidae
Sottofamiglia
Cobitinae
Luogo di provenienza
Thailandia, Malesia e Indonesia
Temperatura
24°-28°
Valore dGH
Fino a 8°
Valore pH
Tra 6.0 e 6.5
Dimensioni
10 cm
Livello di nuoto
Basso
Il Pangio kuhlii in natura è diffuso nelle regioni di Tailandia, Malesia, Borneo, Sumatra, Java, Indonesia. Vive in grandi comunità, quasi degli ammassi, in prossimità di punti con vegetazione molto intensa ed intricata, sul letto sabbioso e melmoso di torrenti e corsi d'acqua dalla corrente leggermente rapida.Sembra che siano preferite proprio le zone più melmose e dall'acqua torbida. Il fondo dei torrenti è per lo più ghiaioso e ciottoloso, ma nelle anse e nei punti a corrente più lenta ci sono zone in cui si accumula sabbia fine e mucchi di foglie cadute dagli alberi sovrastanti.
Particolare importanza va al materiale di fondo, che dovrebbe essere costituito preferibilmente da sabbia fine, assolutamente non tagliente, perché i kuhlii non soltanto possiedono 4 barbigli per sondare e "sfrucugliare" incessantemente il terreno alla ricerca di cibo, e che potrebbero essere danneggiati da sabbia o ghiaietto con spigoli taglienti, ma soprattutto perché amano "insabbiarsi", a volte completamente, nel terreno, specialmente i primi tempi, quando ancora devono adattarsi al nuovo acquario. Altre cose che non devono mai mancare in una vasca abitata da Pangio kuhlii sono i nascondigli: pietre accatastate, legni e radici intrecciati o poggiati l'uno sull'altro a formare anfratti e cavità, molte piante e rigogliose, molto fitte, anche il Muschio di Giava... Amano specialmente gli intrichi fitti e cespugliosi che formano le radici di microsorum e soprattutto le anubias legati ai legni o alle rocce...La regola da tener presente è che più nascondigli fornirete loro, più avrete la possibilità di vedere i Pangio allo scoperto, meno nascondigli avranno a disposizione, e meno si allontaneranno da questi ultimi, rimanendo sempre nascosti.Non gradiscono la luce troppo intensa, è preferibile per loro una luce soffusa, schermata magari con piante galleggianti.

lunedì 6 ottobre 2008

Moenkhausia pittieri



Nome scientifico
Moenkhausia pittieri
Nome comune
Tetra diamante
Famiglia
Characidae
Sottofamiglia
Tetragonopterinae
Luogo di provenienza
Tipico del Lago Valencia (Venezuela).
Temperatura
26°
Valore dGH
3°- 4°
Valore pH
Inferiore a 6.0
Dimensioni
5.5 cm
Livello di nuoto
Medio


La colorazione del pesce è caratterizzata da una tonalità grigio- verdognola nell'area dorsale, mentre la parte inferiore sfoggia un cromatismo bianco-argenteo.
I fianchi sono percorsi da una lunga linea scura che termina in corrispondenza del peduncolo caudale.
Si segnalano le pinne ventrali alquanto prolungate, la pinna dorsale a forma di falcetto e la pinna caudale marcatamente biforcuta.
Gli esemplari di questa specie sono pacifici e possono essere allevati in branchi; occorre introdurli in un acquario, caratterizzato da ampi spazi liberi e una vegetazione non troppo folta (si raccomanda di usare piante galleggianti).
Il ricorso ad un fondale scuro, a illuminazione minima e all'impiego di acqua filtrata (mediante torba) costituiscono altri requisiti essenziali.
Sebbene preferisca cibo vivo (larve nere di zanzara, pulci d'acqua, Chironomus...), accetta senza inconvenienti di sorta qualsiasi mangime commerciale (liofilizzato, in scaglie).
L'illuminazione laterale risalta la livrea di tale pesce in tutta la sua lucentezza. Per agevolare la riproduzione si raccomanda di usare una vasca speciale di dimensioni contenute e riempirla con acqua tenera (usare acqua filtrata mediante torba e settare il dHG a 4°).
Per ricreare un substrato surrogato di quello naturale si possono utilizzare dei comuni materiali filtranti, come ad esempio lana di perlon a fibra grande. Ottimo il muschio di java.
La somministrazione di larve di zanzara si rivela determinante per spronare i riproduttori ad avviare la deposizione delle uova.
Nelle tappe iniziali del processo i riproduttori devono beneficiare di un ambiente avvolto nell'oscurità, per poi passare gradualmente a un'illuminazione crescente.
Dopo la deposizione delle uova i genitori dovrebbero essere allontanati per evitare che divorino i frutti riproduttivi.
Le larve schiudono dopo 3 giorni e si nutrono autonomamente grazie al sacco vitellino; a partire dal 5 giorno occorre somministrare minuscoli alimenti vivi, tipo rotiferi e successivamente, dopo alcuni giorni, naupli di artemia.


Fonti acquaportal

martedì 23 settembre 2008

Dysichthys coracoideus



Nome scientifico
Dysichthys coracoideus
Nome comune
-
Famiglia
Aspredinidae
Sottofamiglia
Bunocephalinae
Luogo di provenienza
Bacini Amazzonia
Temperatura
20-25°
Valore dGH
Fino a 20°
Valore pH
Tra 7.0 e 7.5
Dimensioni
12 cm
Livello di nuoto
Basso


Ha un comportamento timido e tranquillo, socievole con i propri simili. In presenza di pesci troppo vivaci o aggressivi resta nascosto tra i legni e le rocce.
In commercio si trovano soprattutto esemplari selvatici, comunque robusti e consigliabili anche ai neofiti. Malgrado la forma decisamente inusuale non è un pesce spettacolare, specie in vasche ricche di vegetazione tende a nascondersi durante il giorno. Preferisce un fondo di sabbia fine, acqua ben filtrata (anche su torba) e moderatamente mossa.
Non è un vero “pulitore”: oltre al cibo in compresse va nutrito anche con prede vive e surgelate (tubifex, enchitrei, chironomi, ecc.)
E' una specie che raramente si riproduce in cattività, se tenuta in gruppo succede però spontaneamente in acquario deponendo diverse migliaia di uova sulla sabbia e tra le piante. Gli avannotti sono minuscoli e vanno nutriti per i primi giorni con infusori.

domenica 14 settembre 2008

Pygocentrus Nattereri





Nome scientifico

Pygocentrus Nattereri
Nome comune
Piranha rosso
Famiglia
Serrasalmidae
Sottofamiglia
-
Luogo di provenienza
Guyana, Suriname e Brasile
Temperatura
24°-28°
Valore dGH
Fino a 8°
Valore pH
Tra 6.6 e 7.1
Dimensioni
35 cm
Livello di nuoto
Globale


Grosso pesce della famiglia dei Serrasalmidi, proveniente dal bacino del Rio delle Amazzoni: Brasile; corpo tozzo di forma romboidale, fortemente appiattito, bocca con mascelle robuste e grossi denti affilati che fuoriescono dalle labbra, da giovane mostra una livrea giallo/verde a punti neri, da adulto è invece di color argento, tendente al piombo, con la gola ed il ventre rossi.
Timido, riservato, al limite pauroso, ma estremamente aggressivo e feroce, convive difficilmente con gli altri pesci ed addirittura con i suoi simili.
E' consigliabile comunque tenerlo in branchi di almeno 4 / 6 individui, assolutamente non adatto alle vasche di comunità.
Pur essendo un pesce originario del sud america è ormai poco sensibile ai valori chimici dell'acqua che deve essere solo molto ben filtrata ed aerata; a causa del suo appetito smodato sono anche necessari frequenti ed abbondanti cambi dell'acqua ed eventuali trattamenti con ozono.
Carnivoro in natura, in acquario accetta qualsiasi tipo di mangime, secco in scaglie, in granuli, liofilizzato, surgelato.
Per tutti questi succitati motivi è una razza pericolosa e difficile da mantenere in acquario, assolutamente non consigliabile per chi inizia a curare un acquario tropicale.

mercoledì 3 settembre 2008

Hypancistrus zebra



Nome scientifico
Hypancistrus zebra
Nome comune
L46,Zebra Pleco,Pleco Imperatore
Famiglia
Loricariidae
Sottofamiglia
Ancistrinae
Luogo di provenienza
Brasile (Rio Xingu)
Temperatura
26°-30°
Valore dGH
Fino a 20°
Valore pH
Tra 6.5 e 7.0
Dimensioni
10 cm
Livello di nuoto
Basso


Ha la forma tipica di molti loricaridi, con la testa grande, compressa inferiormente e dotata di bocca a ventosa. Robuste pinne pettorali, pinna dorsale con i raggi di lunghezza decrescente e piccola pinna adiposa. La livrea è inconfondibile: il corpo è interamente attraversato da bande bianche e bruno scure, molto simili alle strisce di una zebra (Equus zebra) di cui porta il nome specifico. Il dimorfismo sessuale non è accertabile con sicurezza, sembra però che gli esemplari femminili abbiano il corpo più tozzo e largo, differenza che si nota soprattutto guardando il pesce dall’alto.
Si tratta di un pesce bentonico pacifico, che però talvolta può diventare aggressivo verso coinquilini di piccole dimensioni, è comunque adatto ad un acquario di comunità.
La specie è onnivora, anche se ha una chiara preferenza verso cibi di origine vegetale. Accetta cibo in compresse, che deve però essere integrato con spinaci, lattuga, zucchine; si ciba inoltre di alghe. Poche e frammentarie sono le notizie sulla riproduzione in cattività, che però non dovrebbe discostarsi da quella tipica degli Ancistrus, con deposizione di uova in cavità.
In natura vive in piccoli fiumi e ruscelli con fitta vegetazione. E’ opportuno predisporre un acquario non troppo piccolo (almeno 80 litri) con molta vegetazione e privo di sassi spigolosi. E’ importante inserire radici di torbiera e creare nascondigli e rifugi. Può danneggiare piante dal fogliame delicato, è preferibile quindi inserire solo piante con foglie robuste.
Le informazioni sul carattere della specie sono piuttosto contrastanti, molte indicano la specie come molto tranquilla, anche se talune informazioni fanno pensare il contrario.

giovedì 21 agosto 2008

Rasbora heteromorpha



Nome scientifico
Rasbora heteromorpha
Nome comune
Pesce arlecchino
Famiglia
Cyprinidae
Sottofamiglia
Rasborinae
Luogo di provenienza
Thailandia, Sumatra orientale
Temperatura
24°-26°
Valore dGH
Fino a 12°
Valore pH
Tra 6.0 e 6.5
Dimensioni
4 cm
Livello di nuoto
Alto e medio


Segno identificativo di questa specie è una macchia cuneiforme blu scura che parte dalla parte posteriore dei fianchi e man mano si avvicina al peduconcolo caudale tende ad assottigliarsi sempre più.
La colorazione olivastra digrada in sfumature argentee in corrispondenza della zona ventrale.
Trattasi di pesci pacifici di branco che ben si adattano alla convivenza con altre Rasbore.
Occorre introdurli in un acquario ormai rodato, caratterizzato da un fondale di ghiaia scura, ampia vegetazione disposta lungo i lati della vasca (di tipo galleggiante per schermare l'illuminazione), e una concentrazione nutrita di radici di torba.
Somministrare mangime vivo, liofilizzati, e in scaglie; i bocconi devono essere di piccolissime dimensioni, vista la grandezza esigua della loro bocca.
Per la riproduzione bisogna riempire la vasca preventivamente con una quantità d'acqua minima e filtrarla mediante torba per ottenere un ph molto acido e un'acqua molto tenera. L'ideale è riempire la vasca con acqua d'osmosi inversa e filtrarla con torba.
Per ricreare un habitat ideale per i riproduttori, collocare vegetali con ampie fronde e collocare la vasca in punto illuminato da luce naturale.
Introdurre pesci di almeno un anno di età.
Dopo un cerimoniale appassionati, i 2 pesci procedono all'accoppiamento, quindi depongono le uova nel substrato delle piante, più precisamente nella parte inferiore delle foglie.
Per proteggere i frutti della riproduzione rimuovere i genitori dalla vasca mediante apposito retino.
Il processo di schiusa avviene entro le 24 ore e le larve devono essere alimentate con mangime vivo di piccole dimensioni.
Il corpo della femmina è più esteso in altezza e denota un ventre arrotondato, inoltre la colorazione è più smorta. Il marchio è più piccolo e snello.

sabato 16 agosto 2008

Chromobotia macracanthus


Nome scientifico
Chromobotia macracanthus
Nome comune
Botia pagliaccio
Famiglia
Cobitidae
Sottofamiglia
Botiinae
Luogo di provenienza
Borneo e Sumatra
Temperatura

28°
Valore dGH

Fino a 10°
Valore pH

Tra 6.0 e 6.5
Dimensioni

25 cm
Livello di nuoto

Basso


I Chromobotia macracanthus provengono dall'Indonesia, si trovano in Borneo e Sumatra. Per la maggior parte dell'anno vivono nei fiumi, ad eccezione del periodo della migrazione annuale per la riproduzione, quando gli adulti riproduttivi, dell'età di due o tre anni, risalgono a nuoto verso canali più piccoli per accoppiarsi. Vivono presso il letto dei fiumi, in grandi banchi. Si hanno resoconti su dimensioni massime che arrivano fino a 40-50 cm, ma questo è un evento molto raro anche in natura, normalmente gli adulti raggiungono una taglia non superiore ai 20-30 cm, e un'età massima di 20 anni.

La grande maggioranza dei Chromobotia macracanthus in vendita sono catturati in natura, ogni anno dall'Indonesia vengono esportati circa 20 milioni di Botia pagliaccio. Qualche riproduzione in cattività è stata ottenuta principalmente in Tailandia con l'aiuto di ormoni per stimolare l’accoppiamento, però portare alla taglia adulta avannotti di Chromobotia macracanthus è costoso, confrontato con quello che costa catturarli in natura.

Anche se la specie non è particolarmente minacciata dal prelievo in natura, in determinate zone, come a Sumatra, il loro numeri sta diminuendo. Per proteggere la loro presenza in natura (nonché per proteggere il giro d'affari che ci sta dietro), l'Indonesia ha proibito la cattura dei Chromobotia macracanthus che superano i 15 cm.

E' determinante la grandezza della vasca, che deve essere molto grande, non meno di 200-300 litri netti, sia perché i Chromobotia macracanthus raggiungeranno una taglia di circa 30 cm., sia perché vanno allevati in non meno di 4 - 5 esemplari, di più è anche meglio, essendo pesci gregari, che amano vivere in gruppi.

Durante il giorno sono molto attivi, a differenza di altre specie del genere Botia che hanno abitudini più spiccatamente notturne, e risultano molto più visibili, anche per il loro comportamento di "giocolieri" instancabili. Amano soprattutto inseguirsi fra di loro, per tutto l'acquario, a volte possono anche prendere il vizio di scavare buche nella sabbia.

Per rispondere allo loro esigenze l'acquario dovrebbe essere ricco di vegetazione, e soprattutto di ripari e nascondigli, costituiti da rocce e da legni, per permettere loro di nascondersi quando vanno a riposarsi, inoltre non dovrebbe essere troppo luminoso, potrebbe essere utile in certi casi schermare la luce con piante galleggianti.

Per loro vale la regola che più nascondigli ci sono, più possibilità ci sono di vederli allo scoperto, meno nascondigli ci sono, e meno si vedranno, perché staranno tutto il giorno rintanati lì dentro. Il fatto di avere molti nascondigli a disposizione infatti infonde loro molta sicurezza, vanno in giro più liberamente in quanto sanno che, in caso di "imprevisti", hanno subito un nascondiglio a disposizione. I nascondigli devono essere a prova delle loro dimensioni, che possono diventare notevoli: non è raro che Botia si scortichino anche gravemente, nel tentativo di entrare (o uscire) in nascondigli molto più piccoli della loro taglia...

Il fondo dovrebbe essere costituito preferibilmente da sabbia fine ed assolutamente non tagliente, data la loro abitudine di perlustrare e smuovere continuamente il fondo alla ricerca della più piccola particella di cibo, se preferite il ghiaietto badate comunque che abbia gli spigoli arrotondati, per non danneggiare i loro delicati barbigli.

L'acqua dovrebbe essere tenera, con pH neutro o leggermente acido, e soprattutto pulita. Bisognerebbe cercare di tenere molto bassi gli inquinanti e la carica batterica dell'acqua, provvedendo a fare cambi d'acqua regolari. L'acqua dovrebbe essere anche abbastanza mossa, con una leggera corrente, e ricca d'ossigeno, simile al loro habitat naturale.

venerdì 8 agosto 2008

Paracheirodon innesi (Neon)


Nome scientifico
Paracheirodon innesi
Nome comune
Neon
Famiglia
Characidae
Sottofamiglia
Tetragonopterinae
Luogo di provenienza

Perù, Brasile
Temperatura

24°
Valore dGH

compreso tra 1°- 8°
Valore pH

6.0
Dimensioni

3,5 cm
Livello di nuoto

Medio


Il Paracheirodon innesi presenta una colorazione molto bella, luminosa, fluorescente, blu-verde sul dorso, ed una banda rossa che parte dal peduncolo caudale e si estende fino all'altezza del ventre.
Il corpo è longilineo e compresso, ed il dimorfismo sessuale non è evidente, anche se alcuni sostengono che i maschi rimangono più snelli delle femmine.
La riproduzione del Paracheirodon innesi non è così semplice come per altre specie.
Per facilitare le femmine alla maturazione delle uova, può rendersi necessario inserirle in una vasca con acqua a temperatura che oscilla tra i 16 ed i 22 gradi celsius, in questo modo potranno acquisire il desiderio di deporre, in poche parole, entreranno in fregola.
La coppia poi, può anche essere inserita in una vasca di modeste dimensioni, con acqua molto tenera (2-3 dgh), leggermente acida (ph 6-6,6), dove sia presente una buona vegetazione costituita anche da piante con foglie particolarmente sottili (Myriopyllum, Limnophila, Mayaca, etc.), caratteristica che questi pesci amano particolarmente, e l'illuminazione deve essere piuttosto scarsa.
La deposizione e fecondazione delle uova, inizia generalmente la sera, e può durare anche 6 o 7 ore, poi, una volta deposte e fecondate le uova, la coppia dovrebbe essere allontanata per evitare che si possa cibare delle stesse.
Non dobbiamo mai dimenticare che con i pesci in cattività, questo non è un comportamento raro, semmai il contrario.
Possono essere molteplici i fattori che spingono la coppia di una specie mangiare le uova che loro stessi hanno deposto e fecondato, ad esempio il timore che altri pesci le possano loro sottrarre, oppure alcuni parametri dell'acqua che non li soddisfano appieno, insomma, se non trovano l'ambiente in cui vivono perfetto per le loro esigenze, possono arrivare solo ad un punto della riproduzione e non alla cura della prole.
Il Paracheirodon innesi, è un pesce tranquillo e pacifico, gregario, ed ama vivere in piccoli branchi.
Visto che non raggiunge dimensioni notevoli, si ferma ai 4 cm. di lunghezza, ne possiamo ospitare un discreto numero anche in un acquario non molto grande.
Il loro simpatico modo di nuotare muovendosi in branco, e la rapidità degli spostamenti nell'acqua, possono talvolta disturbare pesci piuttosto esigenti come ad esempio i Discus (Symphysodon), anche se in natura vivono anche nelle stesse acque, dove con gli Scalari sono stati spesso notati insieme.
In natura, il Paracheirodon innesi vive in piccoli torrenti, pozze, acquitrini delle foreste pluviali del sud America.

lunedì 4 agosto 2008

Otocinclus affinis


Nome scientifico
Otocinclus affinis
Nome comune
-
Famiglia
Loricariidae
Sottofamiglia
Hipoptopomatinae
Luogo di provenienza
Brasile sudorientale
Temperatura
22°-26°
Valore dGH
fino a 20°
Valore pH
Tra 6.5 e 7.0
Dimensioni
3,5 cm


Gli Otocinclus sono dei piccoli pesciolini, molto tranquilli e timidi, che si nutrono prevalentemente di alghe e degli organismi che le colonizzano.
Sono quindi molto diffusi nelle vasche, in quanto con le loro piccole dimensioni sono adatti anche a vasche molto piccole.
Bisogna avere però l'accortezza di non abbinarli a pesci molto più grossi o aggressivi, perché oltre a non farsi più vedere in giro, possono correre dei seri rischi....corpo snello, a siluro, con bocca atta a succhiare; pinna dorsale impiantata su corta base ma piuttosto alta; lungo il corpo una fila di 23-24 placche ossee.Colore fondamentale grigio verde molto chiaro fino a giallo argilla; dorso più scuro, ventre biancastro o giallo chiaro; dall'apice del muso alla radice della coda una striscia longitudinale scura poco distinta; pinne incolori o verde pallido, durante il giorno vive nascosto; esce in cerca di cibo nelle ore crepuscolari e di notte; sta spesso appeso verticalmente ai vetri o alle piante.

martedì 29 luglio 2008

Symphysodon discus


Nome scientifico
Symphysodon discus
Nome comune
Discus
Famiglia
Cichlidae
Sottofamiglia
Cichlasomatinae
Luogo di provenienza
Rio delle Amazzoni, Rio Negro
Temperatura
29°-31°
Valore dGH
compreso tra 1°- 8°
Valore pH
Tra 6.0 e 6.5
Dimensioni
> 15 cm
Livello di nuoto
Medio


In natura vivono nel bacino idrografico del Rio delle Amazzoni in acque con poca corrente e generalmente prive di vegetazione, in branchi di 40-50 esemplari nei pressi della riva dove stazionano più volentieri nei punti dove giacciono alberi, rami e radici caduti in acqua. La temperatura di queste acque quasi stagnanti è spesso superiore a 28°C, e le caratteristiche chimiche indicano che si tratta di acque molto tenere, (durezza totale prossima a 0°dgH) ed acide (pH da 5 a 6,5). Da notare che i discus quasi mai vengono rinvenuti nel corso principale del rio delle amazzoni ma bensì in alcuni dei suoi affluenti settentrionali e meridionali; per consuetudine a questi pesci viene attribuito il nome preso dal fiume, lago o dalla località prossima a quella di cattura.
La dimensione massima raggiunta dai Discus è di circa 20 cm e quindi occorre disporre di una vasca abbastanza grande (almeno 150 litri meglio se più grande) ed in particolare, preferibilmente, abbastanza alta per allevarli in maniera ottimale. Si deve altresì considerare il fatto che si tratta di un pesce di branco, e che non andrebbe quindi mai allevato un singolo esemplare; considerare comunque un valore indicativo di circa 50 litri d'acqua per ogni pesce adulto.
Il comportamento è molto sociale e poco aggressivo, ma conviene riservargli una vasca speciale con pochi coinquilini molto pacifici.
Molti acquariofili preferiscono allevare i discus in vasche spoglie da qualsiasi arredamento, questo per mantenere più facilmente l'acquario in perfette condizioni igieniche ma, con oppurtune precauzioni, si potrà anche predisporre una vasca arredata.
Se si opta per la vasca con arredamento questo dovrà essere comunque sobrio perché occorre lasciare in ogni caso molto spazio per il nuoto, ed inoltre ciò consentirà anche di evitare condizioni igieniche non adatte vista, tra l'altro, la semplificazione delle operazioni di pulizia. L'arredamento della vasca dovrebbe comprendere: materiale di fondo possibilmente fine, qualche legno di torbiera per offrire riparo e qualche pianta robusta. Le condizioni di allevamento sono: temperatura dell'acqua di almeno 28°C (più normalmente 29-30°C), acqua di media-bassa durezza totale (5-8° dGH) e valore pH tra 5,5 e 7,0.
L'illuminazione non dovrà essere troppo intensa e la vasca deve essere dotata di un ottimo filtraggio dell'acqua, in modo da mantenere costantemente i nitriti a 0 mg/l, ed indispensabili risultano essere dei regolari cambi parziali in modo da mantenere i nitrati a non oltre 50 mg/l. A questo proposito, si rivela ottimale la sostituzione del 20% circa della capacità della vasca alla settimana utilizzando acqua avente le stesse caratteristiche di quella presente nell'acquario. Si può sicuramente affermare che la dotazione tecnica più importante per l'allevamento ottimale dei discus sia semplicemente un secchio ed uno spezzone di tubo con cui effettuare i cambi parziali.
Altra dotazione tecnica molto importante per l'acquario per discus è il sistema di riscaldamento che conviene affidare ad ottimi e ben dimensionati termo-riscaldatori che garantiscano una temperatura costante dell'acqua con la possibilità di innalzamento in alcune condizioni anche di 4-5 gradi, è preferibile che abbiano dei sistemi di protezione contro il funzionamento a secco e contro il surriscaldamento infatti, molto più spesso di quanto si creda, a causa di riscaldatori non affidabili (blocco del termostato o rottura della provetta) vengono provocate delle morti accidentali ai pesci, quindi meglio non risparmiare su questo indispensabile accessorio e scegliere solo il meglio esistente sul mercato. Tra questi quelli che più mi sento di consigliare sono quelli prodotti dalla Jäger che, inoltre, vantano anche una efficienza termica superiore alla media e quindi si ottiene anche un risparmio sul consumo di energia elettrica.
La soluzione ideale è quella di impiegare un doppio sistema di filtraggio e di riscaldamento, soluzione che consente di evitare problemi anche gravi nel caso di un malfunzionamento momentaneo ad uno dei due strumenti.
Gli esemplari selvatici risultano essere più esigenti dei pesci di allevamento richiedendo condizioni più estreme, ossia durezza 2-3 dGH, pH tra 4,5 e 5,5 e valori di nitrati più bassi, inoltre risultano più selettivi nell'alimentazione e per questi motivi che il loro allevamento è consigliabile solo ai più esperti acquariofili.

venerdì 25 luglio 2008

Pterophyllum scalare


Nome scientifico
Pterophyllum scalare
Nome comune
Scalare
Famiglia
Cichlidae
Sottofamiglia
Cichlasomatinae
Luogo di provenienza
Bacini amazzonici, zone fluviali peruviane.
Temperatura

24°-29°
Valore dGH

5°- 12°
Valore pH

Tra 6.5 e 7.0
Dimensioni

15cm larg.| >40 alt.
Livello di nuoto

Alto e medio

Il mantenimento e l' allevamento dello Scalare, oggi non comporta più notevoli problemi anche per chi è alla sua prima esperienza. Gli Scalari venduti oggi sul mercato, provengono tutti da allevamenti e raramente è possibile trovare esemplari di cattura. Per questo motivo tutti si possono cimentare nell'allevamento e perchè no, nella riproduzione. Lo Scalare può essere un pesce tranquillo e vivace allo stesso tempo. Quando è piccolo non è pericoloso o aggressivo verso gli altri pesci, ma può diventarlo una volta cresciuto, consiglio quindi, di comprare sempre Scalari piccoli o medi, quando si hanno in vasca pesci di taglia piccola.
Una volta che i giovani scalari hanno imparato ad accettare vari tipi di cibi, si contunierà ad alimentarli con la stessa frequenza, facendo sempre attenzione che il pasto venga consumato totalmente, per evitare eccessi d'inquinamento. Nella scelta degli alimenti la cosa migliore è offrire ai pesci cibi diversificati. Per esempio nel caso dei mangimi in fiocchi i risultati migliori di crescita si avranno utilizzando mangimi di tipo diverso (normale, a base vegetale, d'artemia, di cuore, di larve d'insetti) e non sempre lo stesso. In commercio ne esistono veramente molti. Lo stesso discorso vale per i congelati. Oltre ai cibi in commercio si potrà offrire ai pesci anche alimenti fatti in casaa. Il più usato è il cuore di bue, crudo, che opportunamente macinato verrà molto gradito nella dieta. Lo stesso cuore potrà essere unito ad altri ingredienti, cosi da integrare ulteriormente la dieta. A tale scopo si potrà usare: cuore di bue, spinaci, carote, fegato di bue, rosso d'uovo e frutti di mare, gamberi, il tutto integrato con vitamine in polvere. Nella preparazione si potranno scegliere tutti o in parte gli ingredienti. Cuocere le verdure e i frutti di mare, usare cruda la carne. Mettere il tutto in un omogeneizatore e mescolare insieme, aggiungere vitamine (poca quantità) e spirulina in polvere, l'impasto verrà poi congelato in sacchetti di plastica o altri contenitori molto bassi. Somministare 3-4 volte a settimana.

martedì 22 luglio 2008

Ancistrus


Nome scientifico
Ancistrus dolichopterus
Nome comune
Pesce ventosa puntinato
Famiglia
Loricariidae
Sottofamiglia
Ancistrinae
Luogo di provenienza
Bacini amazzonici
Temperatura

24°-28°
Valore dGH

2° - 30°
Valore pH

Tra 6.0 e 7.5
Dimensioni

20 cm
Livello di nuoto

Basso

L’Ancistrus dolichopterus appartenente alla famiglia dei Loricaridi, vive in acque chiare a corrente rapida del bacino amazzonico, su fondali costituiti prevalentemente da rocce e legni (radici); viene anche chiamato “pesce pulitore” intento a rastrellare il fondo ed i vetri della vasca, oppure definito pesce con la “bocca a ventosa”che lucida a meraviglia i nostri acquari.
E’ un pesce notturno come molti della sua specie, per questo motivo è necessario fornirgli diversi anfratti (legni con ampie svasature, o accessori in terracotta), una folta vegetazione ed una luce attenuata.

L’allevamento in acquario non richiede particolari attenzioni grazie alla sua grande adattabilità, infatti i valori chimici dell’acqua possono essere compresi nei seguenti intervalli: pH: 5,8 - 7,8, dGH: 2 - 30°, T: 24° - 28°; da non sottovalutare sono le dimensioni della vasca, che per una coppia di tale specie deve contenere almeno 80lt netti d’acqua, ed un potente filtraggio necessario per compensare l’elevato carico organico prodotto.
Effettuiamo regolari e frequenti cambi parziali d’acqua per mantenere una certa qualità della stessa ed è stato interessante notare come la deposizione il più delle volte ne sia stimolata; non siamo certi che questi due fattori siano collegati, ma abbiamo letto in un sito acquariofilo che in natura gli ancystrus tendono a deporre nei periodi di grandi piogge.
La lunghezza in acquario varia tra i 10 e i 15 cm (raramente) ed il suo dimorfismo sessuale risulta essere molto evidente:

- il maschio sviluppa sulla testa delle escrescenze carnose più o meno ramificate;

- nella femmina sono il più delle volte assenti o minime.

Durante il periodo imminente la riproduzione risulta che il maschio assuma una colorazione più contrastata diventando più scuro e facendo risaltare i puntini chiari, mentre la femmina tende ad una colorazione grigiastra con sfumature rossastre verso la testa.

articolo tratto da Acquaportal

mercoledì 16 luglio 2008

Caridina Multidentata



















Nome scientifico:
Caridina Multidentata(ex-japonica)
Nome comune:Gambero di Amano,Gambero di vetro Giapponese
Famiglia: Atyidae
Ordine: Decapoda
Classe: Malacostraca

Dimorfismo sessuale: La femmina risulta essere di dimensioni maggiori del maschio ed ha una zona addominale più grande del maschio.La puntinatura ai lati degli individui risulta essere più lineare nelle femmine,mentre nel maschio è decisamente puntiforme.

Informazioni Aggiuntive:(tratte dal sito di AP)In natura la caridina japonica si trova in Giappone, Corea e Taiwan nei ruscelli e nelle risaie, si ciba sopratutto di alghe, ma all'occorrenza svolge anche il ruolo di spazzino.
La japonica può raggiungere i 5\6 cm se nutrita con cibo per pesci, ma di solito in acquario si nutre per lo più di alghe e quindi si ferma a meno di 5cm.
Questo gamberetto presenta numerosi puntini rossi disposti sul corpo e lungo la schiena presenta una linea color rosso, il resto del carapace è trasparente e permette di vedere gli organi interni.
Presenta delle piccole chele utilizzate per strappare le alghe da legni e rocce, ma anche per afferrare resti di cibo.
Gli occhi sono neri e sulla testa vi sono poste le antenne che la aiutano a orientarsi e muoversi in acqua. Aspetta ad un italiano, Emiliano Dellabella, grande studioso di caridine, il merito di aver capito il dismorfismo sessuale che vi vado a spiegare: per riconoscere il maschio dalla femmina si possono guardare i puntini disposti lungo il corpo, nella femmina sono disposti in modo da formare una linea mentre nel maschio sono più distaccati, inoltre la femmina è di norma più grande del maschio e presenta le appendici natatorie più appuntite. Il modo comunque più sicuro è quello di vedere se vi è la presenza di uova sotto le pendici natatorie.
Le caridine japonica sono animali sociali che vanno allevati in gruppi molto numerosi di 15 esemplari come minimo per poter vedere le japonica svolgere il loro lavoro di mangia alghe anche a luci accese.
Sono molto timide e richiedono in vasca una folta vegetazione dove nascondersi, molto graditi sono il muschio di java e le piante che formano "tappeti".
A volte alcune caridine hanno la cattiva abitudine di assaggiare le foglie delle piante rosse. Questo può essere imputato al tipo di cibo a cui sono state abituate durante la crescita nell'allevamento. Oltre a cibarsi di alghe si nutrono anche di avanzi di cibo e appena presa confidenza possono anche prendere il cibo dalle dita, anche eventuali pesci morti vengono divorati dalle japonica e in presenza di avannotti molto giovani possono trasformarsi in predatori temibili.
Le alghe sono il loro cibo prediletto ma le alghe nere e marroni non vengono mangiate tranne quando sono molto giovani e tenere.
Gli acquari chiusi sono più adatti ad ospitare le japonica in quanto non rischiano di saltare fuori dalla vasca cosa che in acquari aperti può essere anche frequente se in vasca non vi sono abbastanza nascondigli e se sono presenti pesci aggressivi che inseguono le japonica in modo insistente.
I filtri interni a volte possono offrire rifugio alle japonica ma possono anche rimanere intrappolate quindi un buon coperchio e una rete fitta davanti alla bocca d'aspirazione del filtro è consigliabile.
Le japonica sono compatibili con la maggior parte dei pesci che ospitiamo nei nostri acquari. Alcuni pesci come discus e scalari possono rivelarsi aggressivi e possono cercare di mangiare le japonica, ma in presenza di una buona vegetazione non ce questo pericolo in quanto le japonica sono molto rapide nel rintanarsi tra le piante.
I valori dell'acqua non hanno molta importanza in quanto si adattano bene a tutti i tipi di acqua, ma un acqua con ph neutro o leggermente acido è preferibile.
Molta importanza, invece, è da attribuire alla durezza dell'acqua: un durezza media aiuta notevolmente la formazione dell'esoscheletro e quindi la frequenza delle mute sarà maggiore.
Molti sussultano a vedere le mute delle japonica scambiandole per cadaveri ma le mute si riconoscono in quanto sono aperte da un lato e sono opache e al minimo spostamento d'acqua si muovono.
Durante il periodo della muta la caridina è molto vulnerabile e tende a trovare un buon nascondiglio lontano dai pesci e anche dalle altre caridine, di solito sotto un tronco o qualche roccia oppure in intricati cespugli di piante.
Le caridine sono molte robuste ma sono sensibili all'ammoniaca e alle basse concentrazioni di ossigeno quindi in caso di trattamento medicinale e bene mettere in funzione un aeratore (cosa da fare anche per i pesci in quanto il consumo di ossigeno è maggiore), in buone condizioni di allevamento possono vivere per due o tre anni.

lunedì 14 luglio 2008

Corydoras (genere)


Nome scientifico
Corydoras (GENERE)
Nome comune
Pesce spazzino, pulitore, pesce da fondo
Famiglia
Callichthyidae
Sottofamiglia
Corydoradinae
Luogo di Provenienza
Sudameria, Colombia, Argentina
Temperatura
26°
Valore dGH
Fino a 20°
Valore pH

tra 6.5 e 7.5
Dimensioni

Fino a 6 cm
Livello di nuoto

Basso

Allevamento e caratteristiche
Rispetto ad altri Callitidi (ad esempio, del genere Brochis), i Corydoras presentano un numero inferiore di raggi molli nella pinna dorsale; Carattere accomunante, invece, è dato da una doppia fila di scudi ossei iridiscenti, ravvisabili nei fianchi, e da tre paia di barbigli.
Tal pesci sono localizzati in piccoli corsi d'acqua: di notte stazionano nelle zone più tranquille, mentre nelle ore diurne nuotano nelle correnti impetuose, al centro del ruscello.
Sono pesci che si affezionano all'habitat originario e a causa di tale peculiarità vengono catturati facilmente.
Gli esemplari di questo genere si radunano in piccoli o grossi branchi, che setacciano particolari aree, alla ricerca di piccole prede.
Trattasi di pesci pacifici che ben si adattano ad acquari di comunità; allevarli in piccoli branchi, poichè l'allevamento singolo ne compromette la vivacità (trattasi di alacri pulitori del fondale) e la salute generale.
Occorre introdurli in un acquario caratterizzato da ghiaia (o sabbia) scura di qualità finissima, e ricco di vegetazione..
Somministrare mangime vivo (larve di zanzara, Tubifex, Artemia e quant'altro), e in granuli. Esistono oltre 180 specie di corydoras di diverse forme e colori.

Riproduzione
In natura tale periodo è circoscritto solitamente alla stagione delle piogge, occorrente nei mesi Novembre e Dicembre.
I riproduttori depositano piccole quantità di uova facendole aderire al substrato o ai vetri della vasca; tale operazione viene ripetuta fino a quando non ne vengono espulse un centinaio.
Prima che vengano deposte, le uova vengono fecondate dal maschio.
Per farli riprodurre in cattività, occorre allestire un apposito acquario, caratterizzato anche da acqua dura e possibilmente ricca di ossigeno; solitamente è sufficiente creare uno sbalzo di temperatura di 3-4 gradi per convincere i pesci a riprodursi. Risulta opportuno l'utilizzo di biocondizionatore e un funghicida che prevenga l'azione di relativi parassiti.
In questo habitat il fabbisogno nutrizionale dei pesci è soddisfatto da aliimenti vivi e mangime liofilizzato in pastiglie.
La schiusa avviene in 3 giorni; nutrire gli avannotti con mangime vivo o secco di piccolissime dimensioni.
Solitamente la femmina denota fattezze più imponenti e arrotondate. Il maschio ha le pinne più appuntite rispetto alla fimmina, ma questo non è sempre individuabile

giovedì 10 luglio 2008

Poecilia Reticulata (Guppy)



Nome scientifico
Poecilia reticulata
Nome comune
Guppy, Pesce Milione, Lebistes
Famiglia
Poeciliidae
Sottofamiglia
Teleostei
Luogo di origine
Centroamerica
Temperatura
22°-28°
Valore dGH
6°-25°
Valore pH
Tra 7.0 e 7.5
Dimensioni
5 cm M, 7 cm F
Livello di nuoto

Globale

specie ovovivipera, partorisce direttamente piccoli già sviluppati e autonomi ogni 20-30 giorni circa. In natura le sue dimensioni sono 2,5 cm per il maschio e circa 5 per la femmina, contro rispettivamente 4 e 8 cm circa delle forme d’allevamento. Il dimorfismo sessuale è ben evidente, oltre alla minore taglia del maschio, esso si distingue anche per essere molto più colorato... Le femmine al contrario sono unicamente di colore grigio con una macchia nera (indicatore di gravidanza) nella zona urogenitale. La fecondazione avviene per accoppiamento diretto fra i due sessi, infatti il maschio possiede una pinna anale, detta gonopodio, che si è trasformata in organo sessuale mobile, adatto ad inseminare direttamente le femmine. L’accoppiamento è molto veloce, meno di un secondo. Sessualmente matura già a 2 mesi, ha un potere riproduttivo enorme, infatti nei luoghi d’origine è possibile vedere migliaia d’individui in zone ristrette. Famelico divoratore di larve d’insetti, è stato utilizzato per anni come arma biologica contro la malaria. Vive in acque con valori molto diversi, dai fiumi interni con acque molto tenere a quelle salmastre lungo la costa. Per quanto riguarda la temperatura il suo range d’adattamento è molto ampio, da 14 a 40 °C ma l’intervallo ideale è fra 22 e 28 °C. In natura preferiscono luoghi ricchi di vegetazione, cosi da portesi facilmente nascondersi dai loro predatori naturali, come altri pesci e uccelli. Per il campo scientifico, la possibilità d’avere fino a 4 generazioni nell’arco di un anno e le innumerrevoli combinazioni di colori possibili ha reso questo pesce un laboratorio naturale per lo studio della genetica.